Beethoven non c’è più

Stamattina, insieme al veterinario Matteo Toniato, era stato programmato un altro intervento per il nostro Beethoven, per ridurre i problemi agli arti.

Matteo però, dopo averlo visitato bene e aver valutato la percentuale di riuscita dell’intervento, ne ha constatato l’inutilità.

Considerando il peggioramento che ha avuto nelle ultime due settimane all’arto posteriore sinistro, abbiamo deciso di non affrontare l’intervento e di non protrarre più la sua sofferenza. Una possibilità di guarigione, o almeno di soluzione, oggi è sembrata svanita del tutto. Qualsiasi speranza, sbriciolata. L’unica certezza per i futuri giorni di Beethoven era continuare a peggiorare e soffrire ogni giorno di più.

Per il bene di Beethoven ho deciso di lasciarlo andare. Non riesco a spiegarvi con quale difficoltà mi sono trovata a prendere questa decisione, come non riesco a descrivervi il dolore che ha preso il posto del mio cuore, ma credo di aver preso la decisione migliore per Beethoven.

Beethoven, lo sai che manchi già a tutti, ma soprattutto manchi a Lucky, il tuo amico da tanti anni.

Beethoven non sta bene

radio-beeth
Allarga la radiografia

Dobbiamo operare il nostro Beethoven. Il cancro del fettone di uno dei suoi zoccoli deve essere asportato.
Dopo anni di medicazioni, dedizioni, avvilimenti e vittorie ora siamo arrivati alle porte dell’intervento.

Non c’è più alternativa.

Beethoven verrà operato dal dr. Matteo Toniato di Ferrara che asporterà una buona porzione della parete dello zoccolo per togliere l’infezione.
Il piede poi verrà medicato e ingessato.

Medicazioni e ingessatura (praticamente una ricostruzione dello zoccolo) dovrà essere ripetuta ogni due, tre giorni e poi, pian piano, a intervalli più lunghi fino a completa ricrescita.

 

Nel frattempo che il piede ricrescerà a Beethoven saranno somministrati antidolorifici e antibiotici.
L’intervento, compreso il post operatorio, verrà a costare ca 1.500/2.000 euro (solo una confezione per la ricostruzione in gesso dello zoccolo costa 8 € e per rifarlo ogni volta ne dovremo usarne due o tre!)
Vi terremo aggiornati e se avete voglia di darci una mano con le spese sarete i benvenuti!!

Intanto vogliamo ringraziare tutti coloro che si stanno adoperando per cercare il materiale per l’intervento del nostro Beethoven. Abbiamo bisogno urgente di:
– garze sterili
– cotone in falda
– fasce da medicazione (non elastici)
– gesso in vetroresina

Ne abbiamo bisogno urgente: magari ne avete e non li usate. Portateceli.

Vuoi contribuire a questa nuova impegnativa prova per Beethoven?
Cod.IBAN : IT43M0880564890008008900302
Un grande grazie di cuore!

Il cancro del fettone

Domenica 28 agosto Festa annuale

Domenica 28 Agosto 2016

dalle 12.00 alle 22.00, 11° Festa Annuale al Rifugio del Cavallo
11

Domenica 28 Agosto al Rifugio del Cavallo di Montereale Valcellina si terrà l’undicesima festa annuale, una giornata speciale, all’aperto tra amici, musica, spettacoli, giochi per i più piccini. Il tutto nella cornice di un paesaggio meraviglioso, gustando buon cibo.
Una splendida occasione per conoscere EZ’s Place, la ONLUS che ha definito come propria missione il recupero di equidi – principalmente anziani – vittime di maltrattamento e che si adopera per offrire loro una nuova casa, cure adeguate e affetto. I fondi raccolti dalle offerte verranno utilizzati per gli ospiti del Rifugio.

Questo il programma: apertura del chiosco dalle 12.00 alle 22.00.
Ricchi gli appuntamenti musicali a partire dalle 13.30:

XOX Fabio Zigante, Blues Urbano Minimale,
Duo Abusers, Honkytonk R&R Vegas,
Desert R&R
e momenti di improvvisazione jazz a sorpresa.

Alle 18.30 suoneranno i Celtic Pixie, che proporranno una selezione di brani provenienti dalla tradizione celtica.

Ci sarà anche un angolo dedicato ai più piccoli, dalle 14.00 alle 18.00: face painting con l’illustratrice Arianna Russo,
avvicinamento al cavallo e uno dedicato ai bambini di tutte le età, “La storia di Aqui”.

Una nota importante! Siamo ospiti a casa dei cavalli, per garantire la loro tranquillità e quella di tutti gli ospiti del rifugio, non possiamo ammettere cani, anche se tenuti a guinzaglio.

Venite numerosi e portate i vostri amici!

Festa rimandata al 28 agosto

Siamo dispiaciuti ma le previsioni per domenica 26 giugno sono pessime: a quanto pare la pioggia non vuole abbandonarci.

Però non ci abbattiamo e saremo pronti per festeggiare con voi domenica 28 Agosto 2016!

La Festa Annuale al Rifugio del Cavallo è il più importante evento di raccolta fondi che organizziamo.
Il rinvio, come potrete immaginare, è per noi – che riusciamo a prenderci cura degli animali che abitano il Rifugio solo grazie alle donazioni di privati e agli eventi che promuoviamo – una decisione non da poco.
Vi invitiamo perciò a sostenerci, anche con una visita: una bottiglia di vino e una calda accoglienza non mancano mai al Rifugio.
Unica cosa importante: avvisateci prima con una telefonata (360593236). Organizzandoci saremo in grado di accompagnarvi nella vostra visita e magari prepararvi anche un buon pranzetto (pranzo al sacco o preparato da noi, questo lo deciderete voi).

Lo spazio non manca, il panorama è bellissimo e la compagnia (cavalli, capre, cani, gatti, galline, asini e una mucca) ancor di più.

A presto
Evelyne Zedan

FESTA-RIMANDATA

11° Festa Annuale al Rifugio del Cavallo

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Domenica 26 Giugno 2016, da mezzogiorno alle dieci di sera, una giornata speciale, all’aperto tra amici, musica, spettacoli, giochi per i più piccini. Il tutto nella cornice di un paesaggio meraviglioso, gustando buon cibo. Una splendida occasione per conoscere la nostra ONLUS che ha definito come propria missione il recupero di equidi – principalmente anziani – vittime di maltrattamento e che si adopera per offrire loro una nuova casa, cure adeguate e affetto.
I fondi raccolti verranno utilizzati per gli ospiti del Rifugio.

Venite numerosi e portate i vostri amici!

Il programma

Apertura chiosco 12.00 – 22.00

Durante il giorno

13.30 – Soft opera, Soft Jazz

14.30 – XOX Fabio Zigante, Blues Urbano Minimale

16.00 – Duo Abusers, Honkytonk R&R

17.00 – Vegas, Desert R&R

Angolo Bimbi, dalle 14.00 alle 18.00

Arianna Russo Truccabimbi

Avvicinamento al cavallo

15.00 18.00 – Letture ad alta voce, Dai zero ai sei anni

15.30 – Lo strano viaggio di Naone, Associazione 99mq. Spettacolo di teatro di figura rivolto ai più piccoli.

Alla sera

18.30 – 21.30 – Celtic Pixie, Celtic Folk

  • Claudio Mucin violino
  • Luca Pontel fisarmonica
  • Marco Quas flauti percussioni
  • Gigi Vecchione chitarra e bodhrán Andrea De Biasi contrabbasso

Una nota importante!

Siamo ospiti a casa dei cavalli, per garantire la loro tranquillità e quella di tutti gli ospiti del rifugio, non possiamo ammettere cani, anche se tenuti a guinzaglio.

EZ’s Place a MujaVeg Festival 2016

MujaVeg

MujaVeg Festival è la prima manifestazione dedicata al veganismo che ha luogo nella provincia di Trieste e si svolgerà a Muggia nei giorni di sabato 11 e domenica 12 giugno dalle ore 10:30 alle 22.

L’obiettivo è quello di far conoscere ad un pubblico il più vasto possibile la filosofia vegana, la dieta completamente vegetale ed il consumo cruelty free.

Organizzata dall’Associazione Vegetariani e Vegani Muja avvalendosi del patrocinio del Comune di Muggia, l’evento propone un programma ricco di iniziative che comprendono 14 conferenze, banchetti alimentari e novità gastronomiche, spettacoli ed incontri dedicati al benessere del corpo e della mente.

MujaVeg Festival, ricorda il presidente del sodalizio Cristian Bacci, “servirà a far incontrare i muggesani, e non solo, con le Associazioni animaliste ed ambientaliste che operano nell’area giuliana ed oltre, a far scoprire la bontà e la salubrità della cucina vegana e a far conoscere le proprietà e la qualità dei prodotti realizzati senza crudeltà e sfruttamento di animali”.

L’iniziativa avrà luogo in due sedi: il Teatro Verdi, dove esporrà le sue opere l’artista Tiziana Pers e dove si susseguiranno a ritmo serrato le conferenze che serviranno ad illustrare ed approfondire il pensiero vegano e le tematiche ad esso collegato nei loro risvolti etici, ambientali, economici e sociali; i Giardini Europa, dove si esibiranno artisti di strada e troveranno collocazione le strutture dedicate all’Associazionismo, al Mercato etico ed al Benessere psicofisico.

Domenica alle ore 20.00 sarà proiettato il film Aurora, il sogno della liberazione, il lungometraggio del regista bresciano, Piercarlo Paderno che tratta il tema della liberazione animale.

Il veganismo può essere considerato l’applicazione pratica della teoria antispecista, che nega la superiorità dell’uomo nel regno animale. Nella pratica quotidiana, si traduce nel rifiuto della partecipazione allo sfruttamento ed all’uccisione sistematica, intenzionale e non necessaria degli animali, evitando di acquistare, usare e consumare, per quanto possibile e praticabile, prodotti di origine animale e negando il sostegno ad attività come l’allevamento per l’alimentazione umana e la sperimentazione sugli animali, la caccia e così via.

Veganismo deriva da vegan, termine ideato dall’inglese Donald Watson nel 1944 con la scissione dalla Vegeterian Society britannica del gruppo che fondò la Vegan Society, in seguito alla discussione avviata dallo stesso Watson sulla questione del consumo dei latticini da parte dei vegetariani. Guardando alla condizione animale nel suo insieme, Watson sosteneva infatti che lo sfruttamento di mucche, pecore e capre per ottenerne il latte fosse inaccettabile, così come qualsiasi altro tipo analogo di sfruttamento.

(Dal sito di MujaVeg)

Anche noi l’11 e il 12 giugno saremo al MujaVeg Festival con un tavolo informativo.
Ci auguriamo che tutti gli amici di Muggia e Trieste, ma non solo, vengano a trovarci.

Per chi già non ci conosce sarà l’occasione per incontrarci, scambiare due chiacchiere e sapere qualcosa di più sul nostro Rifugio.

Maggiori informazioni sulla pagina di MujaVeg, sulla pagina dell’evento in Facebook o sul sito dell’associazione.

Giove

10.4GioveGiove era un cavallo baio maremmano. Era nato nel 1986 e arrivò da noi il 10 ottobre 2009 quando aveva circa venticinque anni.
Anche lui, come tanti altri, era un cavallo a cui nessuno avrebbe dato più una chance.

La prima riga della sua cartella clinica riporta questa annotazione del veterinario che lo visitò appena arrivato:
gravi esiti cicatriziali al pene, denutrizione e turbe comportamentali”.

Giove era malato,
Giove era diffidente,
era sospettoso e parecchio arrabbiato.
Non si fidava degli uomini.

Anzi: erano i suoi peggiori nemici.

Non fu difficile capire il perché e dargli ragione in modo incondizionato.

Rimase con noi in Rifugio per tre anni. Troppo pochi per affezionarsi?
No, furono invece più che sufficienti perché Giove, nonostante le continue sofferenze e il continuo bisogno di essere medicato e curato, seppe trovare il modo di amare ogni volontario che riuscisse a non farsi scoraggiare dal suo modo di approcciarsi; e lo amava così: lasciando piccoli spiragli socchiusi dove potersi mettere in suo ascolto.
Dava fiducia, se trovava chi gliene dava.

Lo stato della parafimosi
Lo stato della parafimosi

Al suo arrivo furono per primi i denti e i piedi trascurati a essere curati, ma quello che allarmava di più era una grave infezione al pene sottovalutata veramente da troppo, troppo tempo.

Un mese dopo, a causa dell’urgenza che richiedeva il suo stato di salute, fu portato alla clinica di Volpago del Montello, dove i chirurghi si ritrovarono a dovergli amputare l’80% del pene per togliere la massa del tessuto cicatriziale generato dalla parafimosi incurata: quasi due chili.

L’intervento, per l’incosciente protrazione, non fu completamente risolutivo e un semestre più tardi Giove si ritrovò incontinente, con dolori alla minzione, con un edema della parete ventrale dell`addome e una recidiva di quello prepuziale.

Prima e dopo l'intervento
Prima e dopo l’intervento

Messo Giove sotto antibiotici Evelyne e il suo staff decisero che sarebbe tornato nuovamente in clinica.
In clinica Giove fu cateterizzato, la vescica fu svuotata e ripulita ma l’ecografia trans rettale eseguita per vedere se tutto il processo fosse stato eseguito in modo completo, rilevò una presenza inaspettata.
I volontari che erano andati a prenderlo credendolo in dimissione dovettero invece salutarlo e tornare al Rifugio con il trailer vuoto.

Si trova scritto sui post di aggiornamento sulla sua salute:
“Oggi siamo tornati dalla clinica… senza Giove!
Un’ecografia ha evidenziato la presenza in vescica di un calcolo enorme.”

3.1giove deceduto

Le sorti di Giove erano in pericolo e così attorno a Giove si creò in breve tempo una catena di solidarietà fra i volontari e gli amici del Rifugio per potergli garantire la permanenza di clinica, il rischioso e costosissimo intervento e tutte le cure necessarie.

Occorsero due ore di anestesia per effettuare una breccia per l’esteriorizzazione della vescica e l’esportazione di quello che si rivelò essere un calcolo di proporzioni davvero eccezionali, causato da anni di impossibilità di svuotamento completo della vescica dovuta alla parafimosi.
La sostanza che la cartella descrive come “marrone-gialla compatta e di consistenza gommosa, grande come un melone” si rivelò essere abbastanza friabile da essere rimossa per frantumazione e l’intervento fu più sicuro del previsto.
Giove si risvegliò in buone condizioni e trascorse tredici giorni di ricovero in clinica dove i volontari non mancarono di andare a trovarlo il più spesso possibile per distrarlo da una routine fatta di cateteri, lavaggi vescicali e immancabili antibiotici.

“Oggi siamo andati a trovare Giove in clinica, sembrava molto contento di vederci!
L`intervento è andato bene e in questi giorni proseguirà le cure post operatorie del caso in clinica, sotto stretto controllo medico.
Salvo complicazioni improvvise, tornerà a casa lunedì 29 novembre.”<

Giove, tempra inossidabile, non deluse: tornò a casa accolto con piacere dai suoi amici animali umani e non umani. Il suo compagno di paddock Gastone lo stava aspettando con ansia, tutti non vedevano l’ora tornasse e anche lui era proprio contento.
Però un terzo ciclo di antibiotici e una sconfortante ipotesi, attendevano Giove da lì a pochissimo.

Non era passato nemmeno un mese che si dovette ricominciare a cateterizzare la vescica e in gennaio a Giove, dopo l’ennesima ecografia, fu trovato in vescica sangue coagulato, materiale purulento e fango renale. Come se non bastasse fu notata una parziale ostruzione del canale uretrale e il campione di urina rivelò la presenza di enterobatteri del genere proteus.
Una grave ipotesi fece vacillare l’ottimismo di tutti. La vescica pareva paralizzata.

La cistoplessia o “paralisi della vescica” è una patologia comune fra i cavalli non più giovani. Alla diagnosi segue quasi regolarmente l’eutanasia.

Quasi regolarmente.

A Giove invece spettò un altro anno di vita.

La gestione prevedeva regolari cure e attenzioni: la vescica andava tenuta sgombra dal coagulo sanguigno e dal fango renale tramite cateterismi regolari; la terapia antibiotica venne ripetuta e fu proposto a Giove anche un ciclo trimestrale di fito-terapici. La ricetta del fitoterapista portò a buoni risultati, tanto che al termine del periodo Giove aveva ripreso parzialmente ad urinare in modo efficacie svuotando da solo tutta la vescica almeno una volta al giorno.
Le perdite di urina causate dall’incontinenza che avevano inizialmente causato lesioni e ragadi alla cute delle zampe posteriori, tramite lavaggi quotidiani e applicazioni protettive furono risolte.

Per un bel periodo non servirono più cateteri e antibiotici facendo vivere Giove dei buoni mesi di serenità in compagnia del suo compagno Gastone.

Nel 2012 Giove iniziò a soffrire per continue recidive di cistiti; fu proprio a causa di un attacco parossistico di cistite che non regredì con nessun ausilio, né meccanico né farmacologico, che ci si trovò a prendere la grande decisione di ricorrere all’eutanasia. Era l’inverno del 2012.

Evelyne scrive di lui:

Giove
– sei arrivato al Rifugio distrutto nel corpo
– ma non nella mente. Incazzato nero con la razza umana – che ti ha così ferito!
Giove
– non ho mai conosciuto un cavallo come te – forte – un vero Maremmano!
Giove
– mi hai insegnato ascoltarti, fidarmi di te, e ridere con te.
Non mi hai mai fatto male, non mi hai mai morsicato.
Mi hai dato la tua fiducia e credo anche il tuo amore.
Giove
– grazie della tua amicizia e della tua fiducia.

 

Come sta Rosalie?

Rosalie, la mucca, è stata curata, le è stata data una casa calda e accogliente, è stata seguita e coccolata, si è fatta nuove amicizie e ora…

Come sta Rosalie? Ci arrivano parecchie mail per chiederci il suo stato di salute. Guardate voi. Non cammina più ma… salta!
Rosalie è arrivata al nostro Rifugio in novembre. Leggi la sua storia

Il Rifugio ha sempre bisogno di fondi e un animale in più non ci voleva proprio, ma quando Evelyne ha visto Rosalie non poteva lasciarla al suo triste destino! Vuoi adottarla a distanza, contribuendo alle spese per il suo mantenimento?
Se volete dare una mano alla nostra Rosalie

mailChiedeteci come. Scrivete.
O dai il tuo contributo al mantenimento e alle cure di Rosalie facendo un bonifico a IBAN : IT43M0880564890008008900302
Ricordiamo che le offerte liberali all’ EZ’s Place Rifugio del Cavallo ONLUS sono detraibili dall’IRPEF per il 19% se effettuate mediante versamento bancario o su conto corrente postale.
Riportatele al rigo RP12 del modello Unico o al rigo E12 del modello 730.

Cipollina

“Carissima Cipollina,
in questi giorni dopo il tuo intervento moltissime persone mi hanno dato del pazzo perché hanno ritenuto quella protesi una follia, per te bastava solo una puntura, per te andava solo bene la morte. Sai che ti dico: hanno ragione, sono un pazzo, anzi un pazzo scatenato tant’è che ti scrivo una lettera, cosa c`è di meglio che un protesista scriva una lettera ad un pony?
Penso nulla, ma chi se ne frega.
Ti scrivo solo poche righe per ringraziarti, grazie a te ho ricevuto dalla vita molto, ho conosciuto persone straordinarie come Sergio che ama la natura gli animali e la vita (oltre che essere un mio conterraneo), ho conosciuto Elisa, Claudia, Simone che nel silenzio lavorano per voi amandovi alla follia, un mio collega, Pietro, diventato un amico ed un fratello, ho conosciuto Evelyne che ha donato la vita a voi cavalli maltrattati (e se la conosco penso che ti leggerà anche questa lettera).
Penso che San Francesco (scusa la megalomania) ti avrebbe descritto come il sole nel suo Cantico delle Creature perché tu sei: “bella, gioconda, robusta e FORTE”.
In una sola altra occasione ho scritto una lettera dopo un’avventura, ma questa volta ne valeva proprio la pena.
Penso che sei nata per unire le persone e questo è bellissimo.
Grazie mille,

Il tuo protesista Marco

P.S.: Per voi che leggete questa per cortesia non commentate non dite mi piace, ho voluto fare questa mia riflessione e condividerla tra noi, se vi viene da piangere per la gioia, piangete perché è una bella storia, se vi viene, da gioire, gioite perché quello che abbiamo vissuto ha il profumo della vita, se la ritenete una stupidata, mi dispiace, chiudete e andate avanti.

Marco Avaro, scriveva questa lettera a Cipollina, una nostra pony, nell’autunno del 2011.
Cipollina era arrivata nel gennaio 2010 e aveva circa 20 anni. Cipollina non è più con noi ma, credeteci, di lei si parla ogni giorno perché lei è, e sarà sempre, nell’anima di questo luogo e di chi l’ha conosciuta e amata.

Quando arrivò al Rifugio del Cavallo Cipollina era in condizioni molto gravi.

5.2cipollina 1
Lo stato degli zoccoli di Cipollina appena arrivata in Rifugio

Per anni aveva sofferto di laminite (conosciuta anche come podoflemmatite, causata da alimentazione scorretta per sovraccarico di carboidrati, terreno sbagliato, infezioni non curate) e la negligenza della cura di questa patologia aveva portato a una cronicizzazione tale che la cavallina non poteva più camminare. Per farle raggiungere il suo box di ricovero si dovette trasportarla… in braccio!
Al Rifugio iniziarono subito le cure necessarie.

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Lo studio per il pareggio degli zoccoli

Come prima cosa, un pareggio deciso agli zoccoli danneggiati per ricrearne l’assetto funzionale che venne poi ripetuto mensilmente.
Questo permise a Cipollina di ricominciare subito a camminare.

Nel video i suoi primi passi.

4.4cipo.marzo
Cipollina con Billy

I forti dolori resero comunque indispensabile una terapia analgesica complementare costante.

Cipollina soffriva anche del morbo di Cushing – una patologia endocrina che colpisce spesso i cavalli non più giovani – e per lei c’era quindi la dieta “speciale”.

L’umore migliorava ma la situazione degli zoccoli di Cipollina, specialmente quello anteriore destro, rimaneva sempre davvero molto seria.
Si tentò di salvare la zampa con una tendinectomia del flessore profondo (la rotazione dell’osso triangolare risultava essere estrema) e si continuò poi a curarla anche con impacchi quotidiani di piantaggine che gradiva moltissimo.


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Cipollina prima dell’ultimo intervento

Ma l’intervento chirurgico e tutte le successive cure non risultarono sufficienti per salvarle l’arto.

Cedette.
Del tutto.
Cipollina era diventata così irrimediabilmente incapace a sostenersi da sola.

Questa constatazione irreversibile portò Evelyne e i volontari a decidere per l’amputazione dell’arto e la sostituzione di questo con una protesi.

Così, all’inizio dell’ottobre del 2011 lo staff di due veterinari, chirurgo e ortopedico, insieme a Marco Avaro, ingegnere protesista, era pronto per l’avveniristico intervento.
Cipollina è stata anestetizzata in anestesia generale in un locale del Rifugio atto ad infermeria e monitorata.

Le è stata esportata l’articolazione della falange, reperito il nervo navicolare, esportato pure quello in modo da evitare il fenomeno conosciuto come “arto fantasma”.
Alla fine l’arto fu suturato per poter creare un moncone agevole per l’alloggiamento della protesi.
Qui sono interventi dei tecnici ortopedici: hanno realizzato la protesi – su misura – durante il periodo intraoperatorio, con la cavalla ancora sedata.
Una volta accertato la corretta tenuta della protesi Cipollina è stata svegliata, gradualmente.

È stato straordinario: una volta terminato l’effetto dell’anestesia Cipollina si è tirata su da sola, caricando il peso sull’arto protesizzato, muovendo i primi passi a pochi minuti della fine dell’intervento e mostrando subito ottimo appetito e mobilità.
Dopo un paio di giorni era già libera sul prato con i suoi amici, le medicazioni non presentavano nessun segno di infezione.

1.0 lettera.
Marco Avaro

La protesi abbisognò di qualche adattamento con la sempre generosissima disponibilità di Marco Avaro (Marco donò a Cipollina la sua nuova gamba, il proprio ingegno e tutto il tempo che Cipollina gli chiedeva e molto di più, seguendola anche nel decorso post-operatorio).

 

 


Una sera di dicembre però, due mesi dopo l’intervento, Cipollina chiamò: stava male. Era una colica e venne subito trattata con il protocollo consueto.

Ci chiediamo ancora oggi se fu fatalità, sfortuna, o trascuratezza ma la reale urgenza della richiesta dell’intervento verso il veterinario che si era dato disponibile per seguirla non fu percepita nella sua gravità.
I volontari si alternarono angosciati fra il telefono e l’assistenza a Cipollina cercando amorevolmente di tranquillizzarla nell’attesa del suo veterinario.
Ma ad un certo punto Cipollina rinunciò ad aspettare.
E fermò il suo cuore.
Svuotando in un sol colpo tutti i nostri.
Cipollina, che aveva superato con così tanta forza una prova enorme come l’amputazione di un arto e che riusciva a condurre una vita serena con la sua protesi, se ne era andata così, lasciandoci senza un congedo e senza la risposta a quell’unico perché. Cippi, la “nata per unire le persone”, come le scriveva Marco, era morta facendoci stringere tutti forte in un abbraccio di assoluta disperazione.

Baby ci ha lasciato

Oggi, 30 dicembre 2015, la nostra Baby ci ha lasciati.

Nata nel 1982, è arrivata da noi nel 2009, distrutta nel corpo e nella mente.

Baby, eri timida, dolce, piena di paure. Spero tanto -anzi, ne sono sicura- che da noi tu abbia perso tante delle tue paure e trovato la fiducia negli esseri umani.

Purtroppo oggi è arrivato il momento nel quale il passato si paga: i danni del tuo corpo erano ormai irreparabili.

Cara Baby! Piango perché mi manchi già e piango per il menefreghismo che esiste in questo mondo nei confronti degli animali. Non credo al ponte dell’arcobaleno, ma spero che esista un posto dove gli animali sono trattati con l’amore e il rispetto che meritano.

Stammi bene, piccola!

Baby

Il calendario 2016 del Rifugio

Calendario 2016

È disponibile il calendario 2016 del nostro Rifugio. Dodici foto dei momenti di vita dei nostri amici che vi accompagneranno per tutto il prossimo anno.

Il tuo regalo di Natale, quest’anno, può fare davvero la differenza!

Lo potrai trovare ai nostri banchetti informati dove potrai chiedere informazioni sui nostri progetti, associarti e

Vienici a trovare a:

Cordenons: con ben quattro date –  5, 6, 13 e 19  dicembre dalle 17.00 alle 20.00
Maniago: il 7 dicembre dalle 10.00 alle 12.30, ed il 21 dicembre dalle 9.30
Spilimbergo: il 12 di dicembre dalle 10.00 alle 13.00
Pordenone: il 19 di dicembre dalle 10.00 alle 12.30

o… venite a ritirare le vostre copie in Rifugio.

Vuoi fare un regalo davvero speciale?

A Natale fai un dono speciale: regala l’adozione a distanza di uno dei nostri cavalli.
Un regalo originale per chi ami, un gesto unico per te e un atto di amore per l’animale che sceglierai di sostenere.

Guarda la sezione dei cavalli e degli asini adottabili.

Benarrivata Rosalie

Ho sempre detto che non ne so niente di mucche e che non ne avrei mai portata una al Rifugio. Pulire anche la cacca di mucca? Proprio no, eh!

Però martedì sono andata, come faccio spesso, dal mio vicino per prendere il fieno: lui ha un allevamento di mucche da latte. In quel momento le mucche si stavano preparando per andate alla mungitura; brave, una dopo l’altra, ordinate, si mettevano in fila.
Ce n’era solo una che non riusciva alzarsi. Provava, provava…ma niente da fare, proprio non ci riusciva.

Rosalie

La devo vendere, ha 8 anni e da un bel po’ fa fatica alzarsi“: le parole del proprietario della stalla. Non ho nemmeno chiesto a chi avrebbe dovuto venderla.

rosalie2Ecco, il pensiero di questa mucca che ha fatto “il suo lavoro” per otto anni e che adesso che “non funziona più” e deve finire al macello non mi ha lasciato dormire.
La mattina dopo volevo fare un po’ di foto per cercare sponsor per lei sui social network e trovo Rosalie (sì…le avevo già dato un nome) fuori sul prato della azienda, per terra.
Non si alza più, ho già chiamato il macello“.

Come è andata a finire?
L’abbiamo portata via subito di là
.
È stata alzata con il trattore e l’abbiamo portata al Rifugio, a circa 400 metri di distanza. “Se proprio deve morire, almeno che muoia senza dolori, serena sul prato da noi; se invece sopravvive – cosa che spero con tutto il cuore – starà al Rifugio!” mi son detta.


Aggiornamento di Febbraio 2016

Stiamo ricevendo un sacco di mail “Come sta Rosalie?“. Rosalie sta molto, molto meglio. Giudicate voi: non cammina ma… salta!

Il Rifugio ha bisogno di fondi e un animale in più non ci voleva proprio, ma quando ho visto Rosalie lì non potevo lasciarla al suo triste destino! Per questo cerchiamo qualcuno che voglia adottarla a distanza, contribuendo alle spese per il suo mantenimento!
Se volete dare una mano alla nostra Rosalie:

IBAN : IT43M0880564890008008900302
Grazie di cuore

Evelyne Zedan

Vuoi adottare Rosalie?

mailChiedici come. Scrivici.

Ricordiamo che le offerte liberali all’ EZ’s Place Rifugio del Cavallo ONLUS sono detraibili dall’IRPEF per il 19% se effettuate mediante versamento bancario o su conto corrente postale.
Riportatele al rigo RP12 del modello Unico o al rigo E12 del modello 730.
rosalie

Arriva la stagione fredda, Devil va a dormire in casa

Con l’arrivo della stagione più fresca, Devil viene portato all’interno perché passi la notte al riparo. La sua schiena e i polmoni sono delicati: non può prendere freddo.

Naturalmente, lo accompagnano le sue due fidanzate: Josephina – la pony che ha raggiunto il nostro Rifugio lo scorso anno in seguito a un sequestro – e la capretta Giselle!
Nella foto c’è anche Rocco che prende molto, molto sul serio il suo lavoro di… ponyguard.

ponyguard

Grazie agli artisti per lo stupendo spettacolo!

Un grande successo di pubblico, ieri, all’evento Un pomeriggio con i cavalli per i cavalli, nel quale si sono esibiti Claudio Moretti, I Papu, il Mago Lenard, Caterina Tomasulo, Tiziano Cossettini ed i St. John Upon the Fired House!

Un pomeriggio baciato dal sole, un’atmosfera vivace e divertente, ma anche un’occasione per far conoscere la realtà del Rifugio a chi ancora non la conosceva.

Evelyne, i cavalli e tutto lo staff ringrazia con tutto il cuore gli artisti, il pubblico che ha partecipato così numeroso, ed i molti che ci hanno fatto tante domande per conoscere la storia degli animali del Rifugio.

Grazie anche a tutti quelli che hanno reso possibile questo evento con il proprio impegno!

Problemi di deglutizione per Josesphina

Josi e Devil

Sabato mattina la nostra Josi ha mostrato di avere problemi di deglutizione, così nel pomeriggio è arrivata la veterinaria che ha effettuato un controllo dell’esofago pensando ad una ostruzione.

Per fortuna non sembrava esserci nulla di serio e con un miorilassante Josi sembrava stare meglio.

Domenica mattina sembrava tutto passato, ma in seguito, mangiando fieno, il problema si è ripresentato: per questo motivo l’abbiamo alimentata con una dieta liquida.

I sintomi sono scomparsi ma i battiti cardiaci restavano elevati.

Questa mattina quindi è arrivato al Rifugio Tomaso Satta, il nostro veterinario di fiducia: facendo una endoscopia, ha scoperto una forte infiammazione dell’esofago. Per il momento Josi è sotto un blando antinfiammatorio/antidolorifico, in attesa dei risultati della coltura batterica.

L’idea del veterinario è che tutti i problemi che Josi ha avuto ultimamente (gonfiore alla pancia, otite e adesso mal di gola) siano tutti collegati tra di loro e probabilmente correlati ai danni causati dalla rete che Josi aveva nell’intestino.

Diagnosi del morbo di Cushing per Ombra

Ombra, diagnosi di cushing

Alla nostra Ombra è stato diagnosticato il Morbo di Cushing: per tenerlo sotto controllo le verrà somministrato il Pergulide per tutto il resto della sua vita.

Se ci tenete alla salute del vostro cavallo controllate i sintomi… con un semplice test al modico costo di circa 25 euro potreste salvargli la vita.

La Sindrome di Cushing è una patologia comune nel cavallo anziano (viene inteso anziano – generalmente –  sopra i 15 anni) ed è sempre più frequentemente riscontrata, visto il maggior numero di cavalli che arrivano alla vecchiaia.

Quando si parla di sindrome di Cushing nel cavallo in realtà ci si riferisce ad una patologia più correttamente chiamata disfunzione della pars intermedia dell’ipofisi (PPID è il nome più recente adottato dalla medicina internazionale).
L’ipofisi è una ghiandola endocrina situata alla base del cranio ed è parte di un complesso sistema di ghiandole, organi e loro prodotti, che regolano molte funzioni del nostro organismo.

Ombra cushing ParticolareIl malfunzionamento può essere proprio della ghiandola stessa ma può originare anche da una disfunzione a carico di un’altra parte di questo complesso meccanismo.

Il punto importante è che l’alterazione di questi complicati equilibri porta ad un aumento cronico dei glucocorticoidi circolanti (cortisolo), ormoni che agiscono con effetti su molte parti del corpo. Da qui la lunga lista di sintomi possibili associabili alla Sindrome di Cushing che si riscontrano nei nostri animali.

Molto spesso, però, solo uno o pochi sintomi della lista che faremo sono presenti in un animale; altri possono presentarsi in uno stadio più avanzato della malattia, non presentarsi mai oppure questi sintomi possono presentarsi in forma leggera e non essere così facilmente individuabili.

La lista dei sintomi più comuni è lunga:

  • irsutismo (pelo lungo spesso ‘ricciolo’ che non si stacca o cade in maniera non uniforme: è il sintomo più caratteristico della patologia);
  • laminite cronica (a volte l’unico sintomo presente);
  • infezioni ricorrenti dovute ad un malfunzionamento del sistema immunitario (specialmente ascessi soleari, sinusiti, infezioni che coinvolgono la bocca e i denti);
  • letargia, cambiamenti di comportamento;
  • eccessiva sete e un aumento della minzione (dal veterinario chiamate polidispsia e poliuria; a volte ci si accorge solo che il cavallo bagna molto il box);
  • redistribuzione del grasso corporeo e cambio dell’aspetto (specialmente dimagramento e perdita di muscolatura);
  • eccessiva sudorazione;
  • problemi neurologici.

La diagnosi della malattia di Cushing si può ottenere tramite analisi del sangue. Se diagnosticato in una fase non troppo avanzata, è possibile dare al cavallo un trattamento adeguato per il Cushing. Il trattamento però, una volta individuato un dosaggio giusto per ogni singolo animale, deve essere continuato per tutta la vita: l’interruzione della terapia porta alla ricorrenza dei sintomi, in quanto con la terapia non si cura la malattia ma se ne contrastano gli effetti.

In letteratura sono stati proposti vari farmaci per curare questa patologia, solitamente sono farmaci che aiutano a ridurre il livello di cortisolo. Il costo non è proibitivo ma è da considerare che per un cavallo in terapia con il Pergolide, il farmaco d’elezione, si possono spendere da 0,50 a 3,00 euro al giorno, per tutta la durata della vita del cavallo.

Maggiori informazioni sono reperibili anche negli articoli:

  1. Equine Cushing’s Disease Reviewed
  2. Cushing’s Horses’ Long-Term Response to Pergolide

Un cavallo… con lo smartphone?

Billy, un nostro ospite al Rifugio, cade spesso e non riesce più ad alzarsi da solo.
Da tre anni lo alziamo noi grazie al suo personale angelo custode Daniele Basso Valentina che si precipita a qualsiasi ora del giorno e della notte al Rifugio per sollevare Billy perché, credeteci: è davvero un’impresa difficile!

Billly del Rifugio del Cavallo

Se un cavallo anziano (il nostro Billy ha circa 30/35 anni) rimane a terra per più di 30, 60 minuti, la circolazione sanguigna rallenta e, a causa del ristagno di sangue, le gambe anteriori si gonfiano.
A seconda delle condizioni meteorologiche, poi, la temperatura corporea rischia di diminuire eccessivamente e l’umidità si insinua nelle ossa.

Nonostante venga aiutato, spesso risulta molto difficile rimettere Billy nuovamente in piedi.

Per monitorare la postura ed essere allertati immediatamente, abbiamo sviluppato un’applicazione per smartphone, che è stata caricata su un telefono Android.
Non appena il corpo di Billy cambia la sua posizione da verticale ad orizzontale (l’applicazione replica, in un normale cellulare, le molto più costose apparecchiature di antinfortunistica che montano il dispositivo conosciuto come man-down) il telefono compone autonomamente un numero di emergenza: il mio numero di cellulare.

E se in quel momento non ci fosse campo, insiste e manda sms.

Abbiamo due smartphone “low-cost” ma con una scocca piuttosto resistente, una custodia subacquea e buone batterie.
La carica di ogni smartphone dura più di 12 ore, quindi Billy rimane sotto controllo 24 ore al giorno.

Se cade in un posto sicuro, e il tempo è buono, solitamente lasciamo passare al massimo un’ora, durante la quale il cavallo viene lasciato riposare, per poi essere aiutato ad alzarsi.

Ma se cade in un posto o una situazione pericolosa, grazie all’allerta immediata, siamo in grado di intervenire prontamente in suo soccorso ad ogni ora del giorno e della notte.

I cavalli anziani vengono spesso soppressi mediante eutanasia perché non riescono ad alzarsi dopo essersi sdraiati. Con l’applicazione Billy Down” anche il vostro cavallo sarà sotto controllo 24 ore al giorno!
Grazie ad Andrea Gaspardo io dormo tranquilla sapendo Billy mi chiama quando ne ha bisogno!!!

mailSe anche tu avresti bisogno di una soluzione del genere per il tuo cavallo o se vuoi maggiori informazioni, contattaci!

Evelyne Zedan

Josephina e l’ecografia

Josi e l'ecografia

L’umore di Josephina non è cambiato, mangia, gioca e non sembra dolorante, ciò nonostante, il gonfiore sotto la pancia, la forma e l’odore delle cacche e la leggera infiammazione dell’orecchio destro sono campanelli d’allarme che ci preoccupano non poco.

Oggi perciò Josy ha fatto una nuova ecografia che ha messo in evidenza un riversamento di liquidi sotto la pancia e la milza esageratamente ingrossata

Lunedì ripeteremo l’esame emocromocitometrico e poi, assieme al veterinario, Dr. Tomaso Satta, si valuterà se portarla in clinica per approfondimenti ed eventualmente sottoporla ad un nuovo intervento.
Forza Josy, siamo certi che andrà tutto bene.

Evelyne Zedan

L’esperienza di Jenny

Sofia e la palla

Nel 2010 – 2011 ebbi un periodo molto brutto a livello lavorativo e stressante. Per sentirmi presente a me stessa partivo da Padova e mi rifugiavo in Piancavallo a fare snow.

A marzo a fine stagione snow mi sentivo svuotata e demotivata, inoltre la stagione chiudeva, cosa avrei fatto per combattere questo vuoto che mi assaliva? Miracolo, in un baretto del Piancavallo lessi un articolo su Evelyne e sul Rifugio del Cavallo.
Ad aprile mi feci coraggio ed andai a cercare il Rifugio. Dopo due ore di tentativi con mappa e navigatore stavo rinunciando, ma al quarto tentativo su e giù per la strada che porta a Montereale, finalmente vidi la freccia dello Zedan.

Evelyne e il Rifugio mi fecero subito una bella impressione, ricordo bene i volti accoglienti di Claudia, Michele, Simona, e i cani, le caprette, i cavalli, la Cippy rimasi davvero colpita e conquistata.

Da allora anche se ora sono più stabile su Padova, quando posso vengo su allo Zedan, perché ho la fondata certezza che sono i cavalli che aiutano me più di quanto io abbia mai aiutato loro. E quando sto male a Padova se devo pensare ad un posto dove rifugiarmi penso subito allo Zedan Ranch per tutti gli amici a due e quattro zampe che trovo.

Nello Zedan Ranch davvero I find my soul!

Grazie Evelyne!

Jenny Pezzutti

Aqui Cour

Aqui Cour,  portato al Rifugio da un camionista di Bergamo
con l’accordo che sarebbero state pagate le spese di mantenimento, la pensione e le spese veterinarie.
Dopo tre mesi non si è fatto più vedere né sentire
lasciando sulle spalle del Rifugio Aqui e tutte le spese sostenute.

La storia di Aqui Cour è la storia che potrebbero raccontare tanti cavalli come lui, emblemi dello sfruttamento nell’agonismo. Cavalli che, terminati i successi, le gare e i guadagni (Aqui ha reso 65.000 euro in vincite), vengono condotti nel successivo girone della speculazione: il maneggio. Quando nemmeno ai maneggi assicurano più introiti, l’abuso continua fino allo sfinimento nei centri di ippoterapia per concludersi poi nell’orrore del macello. Questa è la fine che fanno pressoché la totalità di queste nobili creature.

Aqui Cour è un galoppatore purosangue inglese nato nel 1993. Gareggia fino all’età di sette anni aggiudicandosi vittorie che fanno guadagnare al proprietario cifre considerevoli.

Aqui appena arrivato al Rifugio
Lo stato di denutrizione di Aqui

Al termine della carriera agonistica Aqui viene venduto e incomincia a lavorare nei maneggi. Inizia così a passare di mano in mano in una lenta discesa verso l’inferno. In uno degli ultimi maneggi incorre in un grave infortunio che causa la rottura del tendine di Achille.

Accumulando via via danni su danni, Aqui diventa così inutilizzabile. Ritenuto anche indegno ad avere diritto a una pietosa soppressione, viene fotografato dal suo lato migliore e messo in regalo su Subito.it.

Notato da un potenziale nuovo proprietario viene prelevato e portato al Rifugio del Cavallo per essere rimesso in forze, in vista del viaggio che avrebbe dovuto portarlo verso la nuova e definitiva casa.

Già dai primi controlli, però, Aqui appare in condizioni peggiori di quelle dichiarate: non solo il tendine è rotto e lasciato senza cure ma un ginocchio presenta un ascesso purulento, il suo bel muso è bruciato dal sole e martoriato dagli insetti, lo stato di denutrizione è molto preoccupante.

Il nuovo proprietario decide di lasciarlo in degenza con l’impegno di sostenere tutte le spese necessarie alle cure e al mantenimento.
Promesse del tutto inconsistenti. Ben presto non darà più notizie di sé, sparirà abbandonando il cavallo con tutte sue difficoltà e le sue esigenze sanitarie.

È il 2011, Aqui Cour ha solo 18 anni. Il Rifugio lo prende definitivamente in carico.

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Aqui viene subito seguito da veterinari e osteopati.

Ci si occupa subito del suo tendine d’Achille: Aqui Cour nel tempo ha assunto posture antalgiche che hanno sovraccaricato il posteriore destro provocandogli dolore e infiammazioni. Viene curato in modo da riacquistare equilibrio. Le condizioni di vita e l’umore migliorano e vengono mantenute ma grazie all’aiuto di integratori come l’artiglio del diavolo, lo zenzero e l’MSM. Massaggi e terapie con la coperta magnetica diventano parte delle cure quotidiane.

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In sottopeso di 120 chili

Il tendine viene sostenuto con una struttura assicurata da una fasciatura: questo gli permette di camminare, sdraiarsi ed alzarsi autonomamente.
Così Aqui comincia stare bene, vivere senza il supporto costante di farmaci e farsi nuovi amici, equini e umani.

Nell’agosto del 2014 però le sue condizioni peggiorano: ecografia e radiografia mostrano che il posteriore destro, che compensa la forza che manca a quello lesionato, è senza cartilagine e liquido sinoviale. L’articolazione del femore è priva di ammortizzazione. Anche se cammina con dolore, la sua classe e la sua voglia di vivere sono immutate.

I suoi referti vengono inviati alla clinica di Ferrara, una delle migliori in Italia in ambito ortopedico equino. Le notizie tanto attese arrivano presto ma non sono buone: l’intervento non concede previsioni di speranza.

Ad Aqui Cour resta l’ultima possibilità: un trattamento intrarticolare, il principio attivo è lo stanozololo, un derivato sintetico ormonale. Sei punture del costo di 100€ l’una, per sei settimane. L’efficacia della cura innovativa in campo veterinario valutabile dopo due, tre mesi.

La terapia però non porta alcun miglioramento. Aqui è stato trattato con farmaci antalgici fintantoché il suo fisico non ha detto “basta”. Nel marzo del 2015  Aqui Cour, in mezzo ai suoi amici e nel suo paddock,  ha lasciato con dolcezza suo corpo schiacciato da un passato di imperdonabili sfruttamenti e negligenze.

Non rendiamoci complici di storie come questa, perché di Aqui Cour ce ne sono tanti, più di quanti uno possa pensare. Non alimentiamo gli anelli di questa catena di sofferenza e morte. Agiamo!

Questo l’appello che era stato fatto per aiutare Aqui.

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Aqui e Marzia: una storia di amicizia e fiducia

Sara e Teresa

Sara e Teresa

Sara e Teresa, mamma e figlia, provengono da Alessandria e facevano parte di un gruppetto di cinque piccoli pony che erano curati da una persona anziana.

Quando questa persona venne a mancare, si dovette cercare un’altra sistemazione per i cavallini, poiché non c’era più nessuno che li potesse accudire.

Due pony (Nuvola e Gualtiero) trovarono casa, gli altri tre erano Devil, Sara e Teresa: Devil venne fin da subito al Rifugio, mentre Sara e Teresa trovarono sistemazione altrove.

Purtroppo il posto in cui erano non sembrava adeguato, così trovarono un’altra casa, ma nemmeno questa era soddisfacente, così alla fine le due piccole giunsero al Rifugio: ora vivono tranquille e felici, adorano l’insalata e sono dispettose, ma sono due cavalline dolcissime!

Vuoi adottare Sara e Teresa?

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Ricordiamo che le offerte liberali all’ EZ’s Place Rifugio del Cavallo ONLUS sono detraibili dall’IRPEF per il 19% se effettuate mediante versamento bancario o su conto corrente postale.
Riportatele al rigo RP12 del modello Unico o al rigo E12 del modello 730.

Ruhm

Bianca e Rhum

Ruhm è una distinta signora nata nel 1978, arrivata al Ranch nel 2009. Quando è arrivata era sottopeso, con la dissenteria e una forte infiammazione a livello bronco-polmonare.

Ruhm per otto anni è vissuta con il suo proprietario senza altri cavalli. Era, insomma, un po’ trascurata ed abbandonata a se stessa, sembrava persa nel suo mondo e tossiva piuttosto spesso.

Rumh HufePian piano il cibo adeguato, la vita all’aperto e l’amicizia di altri cavalli ed altre persone l’hanno aiutata.

Al rifugio è nata infatti una grande amicizia con Bianca e con Daffy, fino alla sua morte nel 2014. Insieme l’hanno fatta riaprire al mondo: ora Ruhm è felice, spesso la si vede fare corsette e addirittura sgroppatine, e tossisce molto meno di prima!

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Ombra

Ombra

Ombra è un’Avelignese (Haflinger) nata circa nel 1985. Viveva in un agriturismo dove era totalmente lasciata a se stessa: i suoi piedi ad esempio non erano stati adeguatamente curati e questo le ha fatto venire l’artrosi.

Faceva molta fatica a camminare e nonostante ciò era trascurata ed abbandonata, per questi motivi venne riscattata e portata al Rifugio: ora le cure quotidiane la stanno rimettendo in sesto.

Ora, purtroppo, le è stato diagnosticato il morbo di Cushing, per tenerlo sotto controllo avrà bisogno di un farmaco per tutta la vita.

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Mara

Mara 1

Mara è una cavalla di razza murgese nata nel 1998.

La razza murgese, che alcuni studi ritengono sia molto antica, è da sempre la preferita della nostra Evelyne… la quale decise di prendere con sè Mara nel 2004.

L’usanza di marchiare a fuoco i murgesi sul volto aveva lasciato all’inizio profondi segni nel carattere di Mara, che non amava farsi toccare il viso nè farsi mettere la cavezza se non dopo aver acquisito profonda fiducia nella persona.

Ma pian piano Mara ha imparato a tranquillizzarsi e adesso è possibile metterle la cavezza senza problemi, anche se continua a non amare molto che persone che non conosce le tocchino il viso.

Mara è un’ottima cavalla, di grande carattere; ha anche avuto uno splendido figlio, Zuli, che ora vive in America.

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Devil

Devil con Josi

Devil è nato circa nel 1990 ed è arrivato al Rifugio nell’Aprile del 2011.

Quando è arrivato soffriva di laminite ai due piedi anteriori, era sottopeso e poco curato.

Il cambio di alimentazione e la cura dei piedi giornaliera lo stanno aiutando a riprendersi giorno dopo giorno.

Devil adesso vive con Baby, Angie, Josy, Chatty e Giselle ed è diventato un pony felice!

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Claretta

Dopo la morte della dolcissima Cinamon, il suo compagno di paddock, Anais, ospite del Rifugio, iniziò a soffrire moltissimo la solitudine.

Poi arrivò Claretta – una cavallina piccola ma dal carattere deciso che viveva in un maneggio dove però non lavorava (per questo considerata “inutile”) – ed è sbocciata amicizia, quella tra Anais e Claretta, che ha fatto rifiorire entrambi.

Claretta

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Black

Black, nato nel 1994, è un cavallo Nonius (razza originaria dell’Ungheria), con tanto di pedigree.

Proviene dalla Romania e all’inizio era utilizzato dai corpi di polizia a cavallo, finché nel 2008 una coppia italiana lo vide e decise di prenderlo con sé per utilizzarlo come saltatore.

Purtroppo la coppia divorziò, così nel 2010 Black approdò al Rifugio: è un cavallo dolcissimo e affidabile, sempre desideroso di coccole!

Black

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Bianca

Bianca

Nata nel 1985, ha sangue Lipizzano, apparteneva ad una coppia di persone.

Ebbe grossi problemi al dorso e alle zampe posteriori. Facendo molta fisioterapia e massaggi ha svolto ancora del lavoro leggero con i bambini per quattro anni.

In seguito i problemi con le zampe posteriori si sono talmente aggravati da poter vivere senza dolori soltanto se non lavora.

Venne messa in pensione al Rifugio nel 1997. Dopo tre anni, sebbene non avessero problemi economici, i precedenti proprietari dissero di non potersi più occupare di lei e la lasciarono al Ranch.

Qui Bianca svolse per un certo periodo del lavoro leggero con bambini piccoli, ma poi i problemi che già aveva manifestato al dorso e alle zampe posteriori si aggravarono e così venne messa a riposo in un grande paddock… che all’inizio condivideva con Daffy e Nonnina. Dopo la morte di Nonnina ha vissuto fino al 2014 con Daffy e Rhum. Dopo la morte di Daffy, condivide la sua casa con l’amica Rhum!

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5X1000

5xmille

I rifugi per cavalli non hanno alcun contributo da parte dello Stato poiché i cavalli non vengono ritenuti animali di compagnia e di affezione [1].

Per questo motivo chiediamo a voi di sostenerci con la scelta della donazione del 5×1000.

Basta comunicare il codice fiscale 90010750934.

Le donazioni dei volontari e dei privati cittadini consentono la sopravvivenza di quest’oasi.

Grazie!


[1] come invece sono i cani e i gatti che per fortuna beneficiano di qualche considerazione in più.

Senza Aqui!

BillySenzaAqui

È quasi sera ed è l’ora del cibo.

Il momento nel quale si sente tanto, tanto la mancanza di Aqui.
Billy è in crisi nera, non vuole stare da solo nel paddock perchè gli manca il suo amico!

Io e Billy abbiamo perso tanti amici negli ultimi 19 anni e lui non sa se essere più triste o più arrabbiato.

Nemmeno io.

Evelyne Zedan

Palmira

DSC_9198

La dolce Palmira è nata circa nel 1990 ed era di proprietà di una persona che le voleva bene.

Questa persona purtroppo viveva in una condizione difficile e non era in grado di gestire l’asinella adeguatamente, così nel 2008 decise di cederla al Rifugio.

Ora Palmira vive felice con Galileo, le galline e le caprette, ma ogni tanto il suo precedente proprietario passa a trovarla e lei dimostra sempre di essere contenta quando lo vede!

Vuoi adottare Palmira?

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Aqui Cour non c’è più

Aqui Cour

Era nato nel 1993 ed è morto oggi, a 22 anni.

Con il mio cattivo italiano non riesco esprimere la rabbia per questa morte così inutile.

Aqui è morto giovane a causa di tutto quello che lo sfruttamento e il menefreghismo della razza umana ha provocato al suo corpo. La sua vita non è stata “umana”, in nessun modo.

Aqui, credo che tu abbia acquistato fiducia negli esseri umani nei tuoi ultimi quattro anni, quelli che hai trascorso qui. Credi, abbiamo provato tutte le strade possibili per aiutarti, ma alla fine non ha più funzionato niente.
Ti voglio tanto bene e mi manchi già.

He was born in 1993.

I can’t express my anger at this senseless death. Aqui died young due to the exploitation and couldn’t care less attitude he experienced at the hands of humans. His life was not “humane” in any sense of the word.

Aqui, I think you came to trust people during the last four years of your life, the years you spent here. We did everything in our power to help you but in the end nothing worked.

Aqui bruca

I love you very much and already miss you.

Evelyne Zedan

Come sta Aqui?

Aqui Cour mangia l'insalata

Con oggi abbiamo sospeso le punture di Aqui.

Siamo arrivati alla quarta somministrazione ma lui sta nettamente peggiorando.

Aqui è constantemente sotto antinfiammatori e l’arto viene trattato con ghiaccio e pennellate di ketoprofene/DMSO nel tentativo di disinfiammarlo.
Aqui è comunque pieno di vitalità e mangia come un lupo, (come potete vedere)!
Tentiamo anche questa strada, vedremo come va con la prossima settimana.
Vogliamo essere ottimisti.

Il cancro del fettone

Cancro del fettone - Beethoven
Cancro del fettone – Beethoven

Ez’s Place – Rifugio del Cavallo ONLUS si occupa di cure quotidiane e mirate.

Una dimostraziene è la gestione del cancro del fettone di Beethoven: dopo un anno di premure, terapie tre volte la settimana, finalmente un decisivo miglioramento.

Possiamo ritenere guarito uno zoccolo anteriore, l’altro è in via di guarigione. Solo la costanza e la dedizione possono dare questi risultati, grazie ad Evelyne e a Chiara (una storica volontaria) per il loro instancabile impegno.

Il cancro del fettone un’infezione che invade i tessuti superficiali dello zoccolo, lo si riconosce per l’odore putrido e la produzione di una sostanza bianca, simile al formaggio. Non si conosce con certezza che cosa lo provochi, ma pare potrebbe anche essere un virus. Per evitarlo, si consiglia di mantenere i piedi il più pulito e asciutto possibile, si consiglia di tagliare e medicare regolarmente tutte le aree sospette.

Via Equus Magazine

Una bella sorpresa

La giornata di oggi è iniziata con una bellissima sorpresa: ci è arrivato in regalo un carico di moraletti in legno, tavolato e cortecce… tutti materiali utilissimi al Rifugio! Per questo ringraziamo di cuore la segheria F.lli De Infanti di Ravascletto.

GRAZIE Carmen e marito!!!

Al giorno d’oggi mantenere le promesse è una cosa rara e preziosa!

Legna

Daffy (1988 – 18/04/2014)

Stamattina, 18 aprile 2014, Daffy e andato a trovare i sui amici. Il suo corpo ha ceduto.
Lo sfruttamento del passato e arrivato nel presente!
Daffy… il Gigante Gentile (1.80 di garrese), non ho mai conosciuto un cavallo più gentile di te!
Cosa faremo senza di te?

Daffy, nato nel 1988 ha avuto lo stesso proprietario per 17 anni, servendolo in ogni sua richiesta, dal salto ostacoli alle passeggiate ed in ogni tipo di divertimento.

Anni di sforzi e mancanza di attenzione e rispetto per la sua salute hanno causato zoppie, mal di schiena e tanti altri disturbi che lo hanno reso inutile per il suo padrone, che lo ha sostituito con un cavallo nuovo… giovane e sano!

Arrivato da noi nel marzo 2007 con tantissimi dolori dopo cinque mesi di cure (a spese del rifugio) e tanto riposo con le sue nuove due amiche in un grande paddock, era tornato felice e  in forma. Ci ha lasciati il 18 aprile 2014 sorridendo, come lui solo sapeva fare.

“Quel giorno d’autunno, il primo cavallo che ho conosciuto era Daffy. Altissimo, baio oscuro o quasi morello, silenzioso e placido.

Indossava una strana coperta. Il regalo di un’azienda per le sue ossa e i suoi muscoli malandati. Era alla sua prima terapia con quella strana copertura ed Evelyne era molto contenta. Sapeva che avrebbe fatto del bene al suo gigante buono.”

Leggi il resto su Daffy, in loving memory: un articolo di Zoe La Gatta, aka Macri Puricelli per La Repubblica

Billy

Billly

Billy è un castrone arabo nato nel 1985.

Ha vissuto insieme ad alcune mucche in una stalla dove non c’era nemmeno della paglia sul pavimento (Billy dormiva sul cemento!), sempre legato con una corda cortissima per ingrassare in attesa di essere portato al macello.

Una volta portato al Ranch, Billy era molto aggressivo e non si fidava di nessuno, ma poi pian piano è diventato il capobranco dei cavalli e ha persino iniziato a fidarsi un po’ degli esseri umani… tanto che è diventato il prediletto dei bambini!
Ad un certo punto però i danni causati dalla dura vita nella stalla si sono fatti sentire, e Billy ha avuto dei grossi problemi all’anca, che lo hanno costretto a smettere di lavorare.

Adesso, dopo alcuni anni e un paio di brutte cadute, Billy si gode la meritata pensione al Ranch: e anche se è tutto storto, la sua aria intelligente è rimasta sempre la stessa! Billy è il nostro cavallo tecnologico. Già: gira con la bellezza di due smartphone.
Volete sapere perché? leggete il nostro articolo “Un cavallo… con lo smartphone?

Billy ci ha lasciati nel 2016

Angie

Angie è una piccola pony delle Shetland nata nel 1994 impiegata nelle pony games: una serie di esercizi adatti ai più piccoli, basati sul gioco e ideali come primo approccio all’equitazione.

Purtroppo Angie ebbe un incidente che non venne mai curato, che le causò grossi problemi alla spalla sinistra e per questo venne destinata al macello.

Fortunatamente venne riscattata e portata al Rifugio nel 2009, qui ha fatto un anno di terapie con il Dottor Andrea Bertoli (osteopata) e massaggi quotidiani che l’hanno rimessa in sesto e anche se la sua spalla non tornerà mai più a posto.

Ora Angie è felice con i suoi amici Devil, Baby e Giselle, adora farsi spazzolare ed è curata e coccolata!

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Quinta

Quinta, una bella Avelignese (Haflinger) nata circa nel 1985, apparteneva a dei privati che la utilizzavano per trainare un calesse in coppia con un altro Avelignese.

Purtroppo di notte Quinta veniva tenuta legata in posta, ovvero legata in una stalla con una corda molto corta, e questa situazione la stressò parecchio, tanto da sviluppare il tic di raspare per terra con una zampa.

Questo tic bastò perchè i padroni decidessero di venderla al macello, con la scusa che di notte era fastidioso sentire il raspare continuo di Quinta… per fortuna dal macello Quinta venne riscattata e finì al Rifugio, dove finalmente poté vivere serena, tant’è che da subito perse il tic che aveva sviluppato! Quinta è una cavalla dolcissima, tutta coccole, silenziosa e discreta… un amore!

Vuoi adottare Quinta?

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Ricordiamo che le offerte liberali all’ EZ’s Place Rifugio del Cavallo ONLUS sono detraibili dall’IRPEF per il 19% se effettuate mediante versamento bancario o su conto corrente postale.
Riportatele al rigo RP12 del modello Unico o al rigo E12 del modello 730.

Lucky

“Beauty” aka Lucky è un angloarabo nato nel 1989.

È arrivato al Rifugio nel Novembre del 2005, in condizioni abbastanza brutte:
una lesione importante alla pupilla, un molare infetto con pus fino alla mandibola, sottopeso di più di un quintale.

Il suo proprietario non poteva o (più probabilmente non voleva) curarlo e dopo tre mesi di indecisione, e di grandi sofferenze per il cavallo, alla fine decise di venderlo al macello.

Poiché i cavalli destinati al consumo alimentare non possono assumere farmaci, Beauty continuò a non essere curato e per questo rischiò di morire.
Alcuni attivisti giunsero a conoscenza della sua storia, lo riscattarono dal macello e infine lo portarono al Rifugio, dove Beauty venne immediatamente curato: riprese peso, l’infiammazione al molare venne finalmente trattata con antibiotici e guarì, ma purtroppo il suo occhio destro, dopo un’operazione, rimase cieco.

Questo tuttavia non ha fermato Beauty, che ha imparato a gestire senza problemi la sua menomazione. E nonostante la sua brutta storia, Beauty è un cavallo gentile e ben disposto verso gli esseri umani e ora vive felice in un grande paddock con il suo giovane amico Beethoven.

Visto l’epilogo della sua storia, Beauty è stato ribattezzato Lucky, nome che gli calza a pennello e che lui riconosce!

Vuoi adottare Lucky?

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Ricordiamo che le offerte liberali all’ EZ’s Place Rifugio del Cavallo ONLUS sono detraibili dall’IRPEF per il 19% se effettuate mediante versamento bancario o su conto corrente postale.
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Cee Tari Baby

Cee Tari Baby, Baby per gli amici :-), era nata nel 1982 e arrivò al rifugio nel Marzo 2009.

Pluriblasonata quarter americana finita a vivere sola sotto una tettoia in mezzo ad un campo acquitrinoso senza altro riparo.

Alcune persone di buon cuore avevano scoperto Baby e le sue condizioni assolutamente indecenti.
Hanno segnalato questa situazione scandalosa agli uffici competenti e varie associazioni.
Nonostante l’intervento di questi quasi nulla cambiò per lei.
Quindi furono raccolti i soldi necessari per riscattare Baby e portarla al Rifugio del Cavallo.

Come viveva Baby

…piove e tira un brutto vento, fa tanto freddo e mi sento sola. Ho fame, nessuno mi pulisce, ho dolori alle ossa e non ho spazio per sdraiarmi!

Nessun animale dovrebbe vivere così!

Marzo 2009, Baby at the SPA!

Baby_marzo

Aprile 2009, Nuovi amici: Daffy e Bianca

Baby con Daffy e Bianca

Aqui Cour

Aqui Cour, un puro sangue inglese nato 1993, è arrivato al Rifugio il 15 Aprile 2011.

Sfruttamento totale

AquiAqui Cour, nato in Francia, a sei anni è arrivato in Italia.

Ha fatto gare di velocità e sie prima di finire in un maneggio per essere impegnato nelle passeggiate.

Dopo un brutto incidente è diventato inutile… e così massacrato è arrivato da noi.

Povero Aqui Cour… uno dei tanti!

2.2aqui

In collaborazione con il Dott. Andrea Bertoli (Osteopata) e il Dott. Sergio Forapani (Ortopedico), Aqui Cour si sta riprendendo. Certi danni sono irreparabili e possiamo solo tentare di migliorare la situazione. Dopo aver curato i denti grazie al Dott. Simone Zoccarato Aqui Cour sta acquistando chili.

Appello per Aqui Cour

Aqui Cour  stato portato al Rifugio da un camionista di Bergamo, con l’accordo che sarebbero state pagate le spese di manutenzione e veterinarie da lui. Dopo tre mesi il Signor Giovanni non si è fatto più vedere n sentire lasciando sulle spalle del Rifugio le spese sostenute (1600 euro).

Cerchiamo un’adozione a distanza per Aqui Cour. Rinunciando a due pizze al mese puoi contribuire alle cure ed al benessere del nostro Aquilone!

Come tutto iniziò…

Evelyne e Josephine

La mia vita con i cavalli cominciò all’età di sei anni in Germania, dove sono nata.
Vivevo in campagna e il mio orizzonte abituale comprendeva la vista di cavalli e mucche. Un pomeriggio vidi un enorme cavallo da tiro agricolo galoppare in un ampio prato. Era bello, aggraziato (ebbene sì, anche i cavalli da tiro pesante possono esserlo), mi fece una grande impressione. Era una femmina e decisi che dovevo tentare di salirle in groppa per cavalcare con lei. Continua a leggere

Come iniziò tutto? Già, come?

Gli animali mi hanno sempre interessata relativamente, nel senso che erano sì belli e affascinanti, ma non avevo mai avuto occasione di rapportarmi a loro in modo più approfondito (beh, se facciamo eccezione quando cacciavo farfalle, lucertole e paguri o osservavo le formiche e i granchi da bambina), quindi per me gli animali sono sempre stati oggetto di studio sui libri, un oggetto interessante, ma nulla più.

Tutto cambiò mille anni fa, quando per la prima volta mi misi con un ragazzo che aveva un cane. E dopo di lui, con un altro ragazzo che aveva un cane. E sebbene nel primo caso la storia non fosse durata granché, perlomeno ebbe il merito di farmi osservare più da vicino il cane… così approdai alla seconda storia con maggiore consapevolezza e maggiore curiosità verso questo animale fino ad allora sconosciuto, il cane. Da lì compresi quanto interessanti e affascinanti possano essere gli animali, oltre come oggetto di studio anche come compagni di vita… tanto che nel 2008 presi la decisione importante di prendere un cane io stessa e fu così che un botolo arruffato di nome Pero irruppe nella mia vita, stravolgendola fin dalle fondamenta!
Continua a leggere

Daffy ci ha lasciato

La cavezza di Daffy

Questa mattina Daffy e andato a trovare i sui amici. Il suo corpo ha ceduto.
Lo sfruttamento del passato è arrivato nel presente!

Daffy…il Gigante Gentile (1.80 di garrese), non ho mai conosciuto un cavallo come te.

Daffy era nato nel 1988. Anni di sforzi e mancanza di attenzione e rispetto per la sua salute da parte di un proprietario che lo ha tenuto per dicisette anni, hanno causato zoppie, mal di schiena e tanti altri disturbi che lo hanno reso inutile per il suo padrone. Così lo ha sostituito con un cavallo nuovo… giovane e sano! Era con noi dal marzo del 2007.

Come faremo senza di te? Qualcuno ha scritto che eri il caso più unico che raro nel quale il cavallo e il principe erano la stessa persona.

Evelyne Zedan

Daffy

Reika

ReikaReika è una Avelignese nata nel 1972, arrivata al Rifugio nel 2004, apparteneva ad un ragazzino portatore di handicap psico-motorio e lo aiutava nella terapia.

E’ vissuta con questo ragazzino per dieci anni, quando poi lui ha perso interesse per Reika, e in seguito anche a grossi problemi al gomito destro, la cavalla stava per finire al macello. Venne quindi riscattata e portata al Ranch, dove i suoi problemi al gomito vennero gestiti con l’alimentazione, aggiungendo zenzero al cibo per mantenere il gomito elastico.

Nonostante la sua non più giovane età, Reika non volle comunque essere messa a riposo, così, non potendo essere sovraffaticata ed essendo comunque una cavalla davvero affidabile, i suoi cavalieri sono stati per molto tempo bambini dai tre ai cinque anni. Tutti questi piccoli cavalieri che hanno fatto la loro prima cavalcata con Reika, così sicura e rassicurante, non avrebbero potuto fare quest’esperienza se lei fosse stata macellata.

Nei suoi ultimi anni di permanenza al Ranch, data la ormai non più giovane età, Reika poté finalmente godersi la meritata pensione!

Purtroppo nel 2011 la cara Reika se n’è andata, non esistono parole che possano esprimere quanto manchi a tutto il Rifugio.

Martin

Quando Martin arrivò nel rifugio cercavo di non affezionarmi troppo a questo povero, scarno cavallo dall’aria triste, perché sapevo che sarebbe potuto morire in ogni momento.

Cuore e polmoni erano in uno stato drammatico e le sue possibilità di sopravvivenza erano scarse. Avevo paura di rimanerci malissimo se Martin non ce l’avesse fatta. Ma… era impossibile resistere a Martin!

Era fiero, quasi arrogante, altero e forte. Semplicemente Martin!

Martin arriva in queste condizioni al Rifugio
Martin arriva in queste condizioni al Rifugio

Martin, nato nel 1985, arrivò al Rifugio nel maggio 2007 in condizioni precarie, dopo essere stato sballottato per cinque anni in varie scuderie della zona: era enormemente sottopeso, con un enfisema polmonare, problemi cardiaci e neurologici.

A detta del precedente proprietario, le sue condizioni erano normali perché era un cavallo anziano… quindi non meritevole di essere curato perché inutile.

Al Rifugio però iniziarono fin da subito le cure di questo cavallo dall’aria triste.

Secondo il veterinario, Martin versava in uno stato di grave denutrizione e le sue probabilità di sopravvivenza erano scarse.

Nonostante la diagnosi, il Rifugio ritenne giusto tentare di salvare Martin e dargli una possibilità e Martin – effettivamente –  piano, piano si riprese: riacquistò chili grazie alla somministrazione di cibo adatto (wafer di fieno anallergico e integratori); l’aerosol gli rimise a posto i polmoni, la sicurezza di avere finalmente una casa e del cibo garantito sistemarono anche la sua mente.

19 giorni dopo il suo arrivo
10 luglio 2007
19 giorni dopo il suo arrivo
19 giorni dopo il suo arrivo
martin6
07 agosto 2007
Martin 47 giorni dopo
47 giorni dopo il suo arrivo
Martin il 29. Agosto - 69 giorni dopo
29 Agosto 2007
69 giorni dopo l'arrivo al Rifugio - Martin
69 giorni dopo l’arrivo al Rifugio
  Martin con la nuova coperta Donazione di una gentile Signora di Valvasone. Grazie!
Martin con la nuova coperta
Donazione di una gentile signora di Valvasone. Grazie!
 21 ottobre 2007 . 5 mesi da noi
21 ottobre 2007 – 5 mesi da noi

Martin dopo essersi finalmente rimesso in sesto visse al Rifugio con la sua piccola amica Angie: era fiero e forte, finalmente felice.

Martin e Angie
Martin e Angie

Martin riusciva a commuovere tutti quelli che lo incontravano e sentivano la sua storia. Era molto amato e ci manca.

Martin morì venerdì 17 aprile 2009 per un`improvvisa, imprevedibile colica.

Happy trails, Martin, sarai per sempre nei nostri cuori!

Leggi anche Martin: il cavallo salvato dalla macellazione

Daffy

Daffy, nato nel 1988 ha avuto lo stesso proprietario per 17 anni, servendolo in ogni sua richiesta, dal salto ostacoli alle passeggiate ed in ogni tipo di divertimento.

Anni di sforzi e mancanza di attenzione e rispetto per la sua salute hanno causato zoppie, mal di schiena e tanti altri disturbi che lo hanno reso inutile per il suo padrone, che lo ha sostituito con un cavallo nuovo… giovane e sano!

Arrivato da noi nel Marzo 2007 con tantissimi dolori, adesso, dopo 5 mesi di cure (a spese del rifugio) e tanto riposo con le sue nuove due amiche in un grande paddock,  è felice e sta tornano in forma.

Elian

Elian, nato nel 1980, era un Trakehner arrivato al Rifugio nell 1998, all’età di 18 anni.

Appena arrivato, il veterinario gli diagnosticò il virus dell’herpes, inoltre Elian si muoveva come se avesse avuto il nervo sciatico infiammato. Venne curato e, grazie a dei giusti esercizi per la muscolatura del dorso e all’utilizzo regolare di redini elastiche (senza cavaliere), pian piano riacquistò la flessibilità.
Aggiunte regolari di zenzero al suo cibo e trattamenti di agopuntura alla schiena ogni tre mesi contribuirono ulteriormente a migliorare la sua salute.

All’inizio, gli ostacoli e gli esseri umani tutti gli causavano un forte stress, ma al Ranch Elian con il tempo imparò a stare con le persone e arrivò a desiderarne la compagnia (certo, andava a simpatie), aveva una netta predilezione per i bambini e divenne uno zio adorabile per i puledri. Purtroppo Elian se n’è andato nel gennaio 2008, rendendo tutto il Ranch molto triste.