Pensieri sul rifugio di Roberta

Roberta e Black

Nata e cresciuta in un piccolo paese di campagna, è sempre stato naturale che gli animali facessero parte della mia vita.

Durante tutta la mia fortunata infanzia ho avuto spesso modo di fraternizzare con cani, gatti, conigli, galline, mucche e quant’altro, e la cosa mi veniva tanto spontanea quanto lo era passare il tempo con i miei coetanei. Dalla finestra della mia stanza, poi, potevo ammirare un gruppo di cavalli, splendide creature, l’incarnazione stessa della forza e dell’eleganza, che se ne stavano tranquilli a brucare l’erba. E io passavo ore intere ad osservarli da dietro il recinto, scrutando ogni piccolo particolare e ogni tanto gli allungavo qualche manciata d’erba sperando di sfiorare il loro muso di velluto, incurante dei divieti di mia madre che temeva per l’incolumità delle mie dita!

Credo che in quei momenti sia nata dentro di me la grande passione che nutro per questi nobili animali.

Il trascorrere del tempo non ha smorzato questa mia attrazione nei confronti degli equini e, molti anni più tardi, quando ad una manifestazione a Pordenone ho notato il banchetto del Rifugio del Cavallo non ho esitato un istante a fermarmi per chiedere informazioni e acquistare il loro bellissimo calendario.

Da lì ad andare a visitare di persona l’EZ’s Place il passo è stato breve; era un sabato di gennaio 2014 e non erano trascorsi nemmeno cinque minuti da quando ci avevo messo piede, che sentivo già il desiderio di collaborare con quei volontari!

Sono stata accolta da tutti con grande gentilezza, mi hanno fatto sentire da subito parte del gruppo, seguendomi con pazienza e competenza mentre muovevo i primi passi in quel luogo tutto da scoprire. Al Rifugio ho trovato persone straordinarie, che adesso non esito a considerare amici, con idee e caratteri anche molto diversi tra loro ma capaci di ascoltare e confrontarsi con rispetto e uniti da un unico obiettivo: impegnarsi, ognuno secondo le proprie capacità, inclinazioni e tempo libero, per accudire gli ospiti del Rifugio (che oltre a cavalli sono anche cani, gatti, asinelli, caprette, ecc.)

Qui ho imparato e sto ancora apprendendo un sacco di cose sulla gestione dei cavalli dal punto di vista fisico, ma soprattutto sto scoprendo con meraviglia quanto essi siano in grado di capire noi esseri umani e le nostre intenzioni, di percepire la vera essenza di chi gli sta vicino. Hanno la straordinaria capacità di decifrare i nostri veri sentimenti al di là di quello che vogliamo dimostrare, siamo come un libro aperto per loro e a volte ho la sensazione che riescano a leggerci dentro meglio di quanto sappiamo fare noi stessi.

I cavalli mi stanno dando una grande lezione: è molto importante avere fiducia in sé stessi ed è meraviglioso riuscire a guadagnarsi la loro, che non si ottiene tramite la violenza e la sottomissione, ma con comprensione e gentilezza, cercando di costruire giorno dopo giorno un legame basato sul rispetto reciproco, così avremo dei compagni di vita sinceri e leali, che meritano senz’altro il nostro amore incondizionato. Io sto facendo questa grandiosa esperienza con Black, e non riesco a descrivere la mia gioia ogni volta che riusciamo a raggiungere anche solo un piccolo obiettivo insieme, si può dire che stiamo imparando uno dall’altro e ogni passo avanti rafforza sempre di più il nostro rapporto. Non potrò mai ringraziarlo abbastanza per questo.

E poi al Rifugio ho avuto modo di scoprire qualcosa che mi era sfuggito, o che forse non avevo mai voluto vedere, mi riferisco ai problemi che a volte l’uomo può causare, volontariamente o no, danni fisici o psicologici nei confronti di creature innocenti. Questo aspetto della mia esperienza qui è doloroso, mi provoca rabbia e frustrazione ma è comunque utile in quanto fa riflettere su quanto le azioni di ognuno abbiano delle conseguenze, tante volte purtroppo a discapito di molti animali, troppo spesso considerati come merce usa e getta!!

Ma ci sono anche momenti davvero indimenticabili, in cui grazie all’esperienza e determinazione di Evelyne e all’impegno di tutti i volontari, si riesce a salvare una vita (come nel caso di Josephine), o a sanare le ferite al corpo e all’anima degli animali ospitati, che ti guardano con gli occhi pieni di gratitudine, e questa è la soddisfazione e la felicità più grandi che qui si possano provare, quegli sguardi sono la ricompensa maggiore per tutti noi, in questa splendida realtà, nata vent’anni fa grazie alla forza di una persona e dove nel tempo si sono incrociate le vite e i destini di molti esseri, umani e animali, e io sono orgogliosa e grata di farne parte.

Roberta Altan

L’esperienza di Jenny

Sofia e la palla

Nel 2010 – 2011 ebbi un periodo molto brutto a livello lavorativo e stressante. Per sentirmi presente a me stessa partivo da Padova e mi rifugiavo in Piancavallo a fare snow.

A marzo a fine stagione snow mi sentivo svuotata e demotivata, inoltre la stagione chiudeva, cosa avrei fatto per combattere questo vuoto che mi assaliva? Miracolo, in un baretto del Piancavallo lessi un articolo su Evelyne e sul Rifugio del Cavallo.
Ad aprile mi feci coraggio ed andai a cercare il Rifugio. Dopo due ore di tentativi con mappa e navigatore stavo rinunciando, ma al quarto tentativo su e giù per la strada che porta a Montereale, finalmente vidi la freccia dello Zedan.

Evelyne e il Rifugio mi fecero subito una bella impressione, ricordo bene i volti accoglienti di Claudia, Michele, Simona, e i cani, le caprette, i cavalli, la Cippy rimasi davvero colpita e conquistata.

Da allora anche se ora sono più stabile su Padova, quando posso vengo su allo Zedan, perché ho la fondata certezza che sono i cavalli che aiutano me più di quanto io abbia mai aiutato loro. E quando sto male a Padova se devo pensare ad un posto dove rifugiarmi penso subito allo Zedan Ranch per tutti gli amici a due e quattro zampe che trovo.

Nello Zedan Ranch davvero I find my soul!

Grazie Evelyne!

Jenny Pezzutti

Perché il rifugio?

Stanca di buttare energie in ambienti inquinati, cercavo un posto eticamente pulito, dove tutti gli sforzi e le energie fossero dirette esclusivamente al benessere animale, senza stress, competizione e senza che l’egoismo umano prendesse il sopravvento.

Volevo anche avvicinarmi ai cavalli, che mi mettevano soggezione con la loro mole e l’atteggiamento altero.

Una mia amica frequentava il Rifugio del Cavallo da tempo, e sei anni fa sono andata a trovare Evelyne nel suo paradiso per la prima volta.

Quello che ho sentito la prima volta che ho spazzolato un cavallo è stato calore all’altezza del plesso solare, ho sentito l’inizio di una comunicazione in un linguaggio a me sconosciuto, e questa sensazione è andata in crescendo, man mano che il cavallo iniziava a fidarsi, iniziava a conoscermi. Ci vogliono tempo pazienza e costanza. Non si può spiegare, si deve provare.

Poi ci sono dei momenti speciali, come la prima volta che ho visto Aqui, cinque anni fa, il suo sguardo mentre camminava verso di me cercando coccole, o forse una carota. La forza e la dignità di un animale sfruttato fino all’osso. La dignità non sono riusciti a portargliela via.

È stato uno dei più grandi amori della mia vita.

Aqui e Marzia

I momenti speciali passati con lui e con animali ed umani al rifugio non si possono contare, sono troppi, lavoro ed obiettivi condivisi, discussioni a mente aperta con i miei simili, incontri a cuore aperto con gli animali.

Per me il Rifugio è un appuntamento bisettimanale con la vita, ore per me stessa, per provare il lusso di essere me stessa.

Marzia

Come tutto iniziò…

Evelyne e Josephine

La mia vita con i cavalli cominciò all’età di sei anni in Germania, dove sono nata.
Vivevo in campagna e il mio orizzonte abituale comprendeva la vista di cavalli e mucche. Un pomeriggio vidi un enorme cavallo da tiro agricolo galoppare in un ampio prato. Era bello, aggraziato (ebbene sì, anche i cavalli da tiro pesante possono esserlo), mi fece una grande impressione. Era una femmina e decisi che dovevo tentare di salirle in groppa per cavalcare con lei. Continue reading

Come iniziò tutto? Già, come?

Gli animali mi hanno sempre interessata relativamente, nel senso che erano sì belli e affascinanti, ma non avevo mai avuto occasione di rapportarmi a loro in modo più approfondito (beh, se facciamo eccezione quando cacciavo farfalle, lucertole e paguri o osservavo le formiche e i granchi da bambina), quindi per me gli animali sono sempre stati oggetto di studio sui libri, un oggetto interessante, ma nulla più.

Tutto cambiò mille anni fa, quando per la prima volta mi misi con un ragazzo che aveva un cane. E dopo di lui, con un altro ragazzo che aveva un cane. E sebbene nel primo caso la storia non fosse durata granché, perlomeno ebbe il merito di farmi osservare più da vicino il cane… così approdai alla seconda storia con maggiore consapevolezza e maggiore curiosità verso questo animale fino ad allora sconosciuto, il cane. Da lì compresi quanto interessanti e affascinanti possano essere gli animali, oltre come oggetto di studio anche come compagni di vita… tanto che nel 2008 presi la decisione importante di prendere un cane io stessa e fu così che un botolo arruffato di nome Pero irruppe nella mia vita, stravolgendola fin dalle fondamenta!
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